Buon tutto

Vorrei chiedervi una cosa da fare, non molto impegnativa e nemmeno costosa. Vorrei che ognuno di voi faccia un gesto di gentilezza o di amore o faccia un favore a qualcuno. Poi se volete me lo scrivete e lo pubblicherò. Sapete io penso che la gentilezza e l’amore siano contaggiosi e che un gesto fatto con sincerità  ne susciterà  un altro e così via. Vorrei poter svegliare questa umanità  addormentata,  ma non ho idea di come fare e allora perché  non iniziare con piccole cose. Non abbiamo nulla da perdere.

Aspetto con ansia la vostra partecipazione.

GRAZIE

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Vibrazioni di luce

Un’immagine sulla mostra per dare una semplice idea per tutti coloro che non hanno potuto vederla. Il colore è senza dubbio il protagonista indiscusso, ma in realtà, come esprime il titolo della rassegna, serve a creare delle vere e proprie vibrazioni di luce. Intendo creare delle emozioni che come le pennellate colorate sappiano volare, fuggire lontano, cercare i bagliori di una luce interiore che solo per brevi istanti si può sentire, con cui possiamo scaldare i nostri cuori. Vorrei spiegarmi meglio, ma la gioia che le opere esprimono, anche quelle che di primo acchitto sembrano più scure, la loro forza e intensità, mista ad una serenità profonda si spande nell’aria e in tutto lo spazio espositivo si gode di un’atmosfera rilassata, giocosa e assai piacevole. Il più bel complimento per me che l’ho solo curata è stato: “Da fuori si percepisce armonia”!

Ringraziando l’artista vi posso dire che è stata un’altra bella esperienza di cui serbero’ il ricordo.

A presto. 😉

 

 

 

Piacevole giornata

Oggi sono stata a pranzo con mia figlia. Non è un evento, ma di questi tempi dove tutti corriamo, per di più in una città ormai veramente caotica che sembra renderti difficili anche le cose più  semplici, non è poi così facile incontrarsi e ritagliarsi un po’ di tempo da passare in tranquillità e serenità. In genere andiamo in un ristorantino vicino al suo ufficio. Dopo tanto tempo ci conoscono e ci trattano affettuosamente,  abbiamo il nostro tavolino, sempre quello, un po’  più  riparato. Sì mangia bene ed è  abbastanza economico. Insomma il nostro angolo di “intimità ” e benessere dove possiamo rinnovare il nostro affetto (anche scontrandosi a volte). Avevamo appena finito il pasto ed eravamo in attesa dell’indespensabile caffè per poter riprendere il resto della giornata, quando sono entrati dei colleghi di mia figlia che si sono seduti in una tavolata in fondo. Pagato il conto siamo andate a salutare, ero un po’ un’intrusa, ma mi pareva brutto rimanere in disparte come se mi dessi delle arie e così anche io ho salutato. Al tavolo, oltre ai grandi, c’erano seduti due bambini, un maschietto e una femminuccia. Non so più dare l’età ai bambini, direi fra i quattro e i sei anni, più o meno. Mi guardavano e allora ho agitato la mano dicendo ciao. La mamma è subito intervenuta: “salutate la signora!”

La bambina mi fissava e poi ha detto:”bella!” “Come hai detto?!” “Sei bella”

“Wow, sei fantastica, possiamo vederci tutte le mattine così poi sto bene per tutta la giornata!” “Ciao” “Ciao, Ciao.”

Siamo andate via, ho salutato mia figlia e sono salita in macchina per tornare a casa. Lungo la strada ho cominciato a pensare a questo complimento inaspettato che, non lo nego, mi ha  fatto molto piacere.   Mi è sembrato strano che una bambina mi avesse detto bella nonostante la mia non più giovane età e nonostante quel po’ di timore che un adulto sconosciuto in genere può indurre in un bimbo. Lo so, mi direte: ma prenditi il complimento e non rompere!…

Vero, ma non sono fatta così. Spesso ripenso sull’accaduto, anche a fatti piccoli e apparentemente  insignificanti.

Insomma questa è  la risposta che mi sono data e a cui mi piace credere: si vede che quella bambina ha ancora la capacità  di vedere con il cuore!!! 😊😋

 

 

Buon tutto a tutti

Come state?!🤔

Vi sono mancata?! Non credo molto, ma pazienza. La mia idea era di prendermi un mese di ferie da tutto…anche dal blog, ma un’amica mi ha inviato questo scritto è mi sono sentita in dovere di proporvelo.

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

profughi

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

 

Buon proseguimento di vacanze e a risentirci…..