Luce

Copertina del libro Luce di Giovanna Foresio

Il mio nuovo blog si trova al seguente indirizzo:

www.giovannaforesio.com

 

Luce non è un romanzo tradizionale in cui fabula e intreccio si compenetrano, è una sorta di percorso esistenziale in cui la realtà effettuale si mostra in tutta la sua spietata e luminosa nudita, un invito ad abbandonare il silenzio-ombra per inoltrarsi nella parola-luce.

Annunci

Vento

 Il vento, non parlo di quella leggera brezza che ci accarezza il viso e in estate ci porta un delizioso refrigerio, parlo del vento forte, gelido, quello che ti fa lacrimare gli occhi.
I cinesi dicono proteggiti dal vento. Non si riferiscono, come io pensavo in un primo momento, al fare attenzione e non prendere freddo per non cadere ammalati, cosa facile quanto tira vento. Si riferiscono invece al vento dentro la testa. Non so se ve ne siete accorti, ma nelle giornate particolarmente ventose siete soggetti a una leggera confusione mentale e a volte faticate a formulare un pensiero. Normalmente si dice:”Mi è  venuto un leggero malditesta.” “Oggi mi sento rintontita.” “Rintronata.” o semplicemente “Mi sento strana, non so che ho.”
È il vento che si diverte con le nostre menti, ci ingarbuglia i pensieri, entra in tutti gli anfratti e apre tutti i cassetti, bauletti nascosti così attentamente, con cura e in profondità.  Scompiglia tutto facendo affiorare dolori sopiti, ombre e fantasmi del nostro inconscio che ancora non conosciamo e che ci attraversano la mente come saette impazzite. Poi si alza la voce del vento.
Inizia quel suono lugubre, quasi un ululato e noi, senza rendercene conto, con estrema non curanza diciamo “Senti che vento!” come se ce ne accorgessimo solo in quel istante e, automaticamente, lasciamo andare via tutto dalla mente, lo abbandoniamo al vento perché  lo porti lontano e liberi il nostro essere da ciò che non vogliamo.
L’indomani, quando tutto si è calmato, ci sentiamo leggeri, ci sentiamo meglio.
Sì, ma cosa ci ha portato via il vento?

THE WIND

The wind, I do not speak of that light breeze that caresses the face and in summer brings us a delicious refreshment, I speak of the strong wind, icy, the one that makes your eyes water.
The Chinese say they are protected from the wind. They do not refer, as I thought at first, to being careful and not getting cold so as not to fall ill, as easy as windblowing. Instead, they refer to the wind inside the head. I do not know if you have noticed, but on particularly windy days you are subject to a slight mental confusion and sometimes you struggle to formulate a thought. Normally they say: “I got a slight headache.” “Today I feel reborn.” “Dazed”. or simply “I feel strange, I do not know what I have.”
It is the wind that has fun with our minds, it confuses our thoughts, enters all the ravines and opens all the drawers, trunks hidden so carefully, carefully and in depth. It messes everything up by bringing out the aching pains, shadows and ghosts of our unconscious that we do not yet know and that cross our mind like crazy cracks. Then the voice of the wind rises.
Begins that mournful sound, almost a howl and we, without realizing it, with extreme non-care we say “Feel that wind!” as if we realized it only in that moment and, automatically, let everything go out of mind, we abandon it to the wind to take it far and free our being from what we do not want.
The next day, when everything has calmed down, we feel light, we feel better.
Yes, but what took the wind away from us?

Città

 

Non vorrei tediarvi, ma ho voglia e forse bisogno di raccontarvi le mie sensazioni di oggi. Stavo andando in città, non abito lontano, esattamente a 23 chilometri da piazza Venezia che è il cuore di Roma. Città da me sempre amata moltissimo. Andavo tranquilla nonostante la giornata uggiosa e triste, ma ero serena. Mano a mano che mi avvicinavo però ho iniziato a sentire prima disagio, poi un’ansia che cresceva e in fine un senso di paura. Premetto che non dovevo fare nulla di particolarmente impegnativo anzi fra le altre cose avrei avuto il piacere di pranzare con mia figlia.
Mi sono detta “smettila di essere cretina. Cosa c’è che non và? Cosa c’è che ti fa paura? Quale ombra dentro di te si sta agitando cercando l’uscita?” Ma più pensavo, più non trovavo nulla, nulla di reale o di concreto. Forse è questo senso di incertezza che tutti stiamo vivendo in questo periodo…forse.

Ho trascorso la giornata portando a termine le cose che dovevo fare, certo fra le mille difficoltà  di una città ridotta allo stremo. Caos ovunque perché  in questa situazione di degrado generale ognuno si sente in diritto di fare tutto quello che gli passa per la testa infischiandosene  letteralmente degli altri. Il signore che ha una fretta insaziabile e si attacca al clacson solo perché  uno più  avanti cerca di parcheggiare, la moto che crede sia giusto fare lo slalom fra i veicoli ignorando del tutto il divieto di superare a destra. Il pedone che in quanto tale si sente invulnerabile e attraversa senza guardare, scrivendo sul suo smart, parlando al telefono o correndo perché  il semaforo ormai è  rosso. Poi c’è quello che non ci pensa proprio e semplicemente scende dal marciapiede e attraversa. Il furgone posteggiato all’angolo che occlude completamente la vista per cui devi superare l’incocrio un po’ come la roulette russa, o la va o la spacca. E poi ragazzi,  inizia lo strazio del parcheggio…giri e giri controllando anche i passanti per vedere se per caso hanno delle chiavi in mano e se sì  inizi a seguirli come un segugio. “Scusi per caso va via?” “No, sono appena arrivato!” “Grrr😠 e lo strozzeresti solo perché  lui ha trovato posto e te ancora no. Ok, non vuoi stressarti ancora e quindi vai al parcheggio sotterraneo. Paghi un po’ di più, ma sono soldi ben spesi perché, come si dice, ne guadagni in salute. Entri, grande insegna rossa che dice completo! Ma te vedi delle macchine uscire, quindi qualche posto si sta liberando e fiduciosa ti inoltri dentro, primo livello nulla, secondo e ti senti sempre un po’ sprofondare ancora niente, terzo (ma poi come si esce da qui?!) tutto pieno. In breve ti ritrovi a seguire qualcuno con le chiavi in mano e la scena si ripete “Scusi, per  caso sta uscendo?” “No, mi dispiace (quello gentile) sono appena arrivato” “No, ho appena parcheggiato” detto con forza, con gusto e soddisfazione e un’aria tronfia (quello che appena finito la sua caccia) 😠. Ah poi c’è quasi sempre il furbo, probabilmente con una Smart che, mentre te cerchi con difficoltà  di entrare in un posto che sai che é  un po’ piccolo, ma che speri di poterci entrare con un po’ di abili manovre, lui, il furbo, arriva veloce da dietro e si infila nel posto. Suoni, ti sbracci, chiami, lui indifferente chiude la macchina e se ne va 😠 Grr…

E la sorpresa, ne vogliamo parlare! Quando stanca, dopo una giornata intensa e non vedi l’ora di tornare al caldo di casa, non puoi riprendere la macchina. Non parlo della classica auto posteggiata dietro di te per cui non puoi uscure, ormai a quella ci siamo abituati, ma quelle che ti impediscono di aprire lo sportello, anche dalla parte del passeggero! Intanto si è fatto buio e in giro già incomincia a non vedersi più nessuno. E sei i proprietari sono a casa? Non puoi nemmeno suonare il clacson! Inizia la quaresima, incominci a entrare in tutti i bar, i negozi e suoni ai vari campanelli alla ricerca disperata di uno dei due proprietari…

La faccio breve, sulla strada del ritorno ero di nuovo serena e tranquilla, soddisfatta e veramente  contenta del tempo passato con mia figlia.

Ciao. Buon tutto 😉

 

Buon tutto

Vorrei chiedervi una cosa da fare, non molto impegnativa e nemmeno costosa. Vorrei che ognuno di voi faccia un gesto di gentilezza o di amore o faccia un favore a qualcuno. Poi se volete me lo scrivete e lo pubblicherò. Sapete io penso che la gentilezza e l’amore siano contaggiosi e che un gesto fatto con sincerità  ne susciterà  un altro e così via. Vorrei poter svegliare questa umanità  addormentata,  ma non ho idea di come fare e allora perché  non iniziare con piccole cose. Non abbiamo nulla da perdere.

Aspetto con ansia la vostra partecipazione.

GRAZIE

976eeeb859bf937027a8323fd8538a04