Cari nonni di tutto il mondo

 

In questo recente e difficile passato abbiamo parlato, discusso, pensato ai grandi problemi che l’umanità sta attraversando, Covid in testa, guerra, fame, depressione, crisi, morti. Ma si è parlato così poco dei nonni, degli anziani sì, ma i nonni?

Queste figure che nei tempi passati, in tutte le culture, venivano rispettati se non venerati perché scrigno ricolmo di saggezza, esperienza e tradizioni da poter tramandare ai nipoti. Ora molti di loro sono stati privati della gioia di poter vedere i propri nipoti, triste, ma diciamoci la verità nella nostra società è veramente così? Da quello che osservo e sentito i nonni vengono usati come supporto per famiglie, bene fin quando però non si passa il limite e vengono molto più semplicemente sfruttati. Quando vanno avanti negli anni e non sono più “idonei” diventano un peso. Si lasciano soli o affidati a badanti “assolutamente di fiducia!” Estraniandoli dalla vita familiare. Altre volte messi nei centri, istituti, pensioni, chiamateli come volete, sono posti a loro estranei senza i ricordi, senza il calore della quotidianità a cui erano abituati da sempre. Si sentono smarriti, spesso si adeguano e sembra che si divertano persino, in realtà portano un grande vuoto dentro. È sì, come vecchi stracci sporchi vengono buttati.

Stupidi che siamo! Capiamo che stiamo buttando via un tesoro, un tesoro così ricco di affetto, sapienza, ricordi di come eravamo, di insegnamenti per figli e nipoti. Un tesoro immenso einesauribile. Eppure nessuno li vuole. Ho il lavoro, tanti impegni, i ragazzi ormai sono grandi non hanno tempo, hanno la loro vita. O poi, per giustificare il tutto, ogni tanto andiamo a trovarli, magari con dei piccoli regali, così ci sentiamo a posto senza capire cosa stiamo perdendo.

Grazie Signore

Grazie  Signore di averci donato la  capacità di far vibrare la nostra anima 
 e il nostro  cuore con la musica, la poesia, l'arte. L'emozione  di poter 
raggiungere altezze irraggiungibili.
Grazie di averci donato la capacità di volare
 per poterci sentire liberi come gli uccelli.
Grazie di averci donato l'ebbrezza della velocità 
che ci inebria di gioia.
Grazie di averci donato la  sensibilità di ascoltare sulla pelle del viso il vento
 e sentire dentro le parole lontane che ci porta.
Grazie della capacità  di commuoverci per un abbraccio,  di soffrire per un 
dolore  e di saper condividere tutto questo con fratelli lontani che non 
conosciamo, ma che fanno parte di noi.
Grazie per averci donato l'accettazione, così difficile da raggiungere,
 ma che dona una pace profonda.
È la gioia! Ciò che illumina tutto.
Ancora grazie per tutte le meraviglie del mondo che suscitano in noi stupore, 
meraviglia e candore facendoci tornare bambini.
Grazie dei sentimenti e scusaci se ancora non abbiamo imparato a gestirli.
Ricolma di gratitudine, auguro a tutti
 Buon Anno.

Come zattera in balia della tempesta

In questo periodo di pandemia, si percepisce qualcosa di

ovattato, come una sorta di sottile, ma profondo mormorio. È qualcosa che gira e respira nell’aria e che pesa sul nostro animo. Come un soffice cappotto ci avvolge e soffoca con leggerezza i nostri pensieri. La fantasia non può più volare in alto, la nostra mente non pratica più quei voli pindarici che ci portano da un pensiero ad un altro spesso così lontani fra loro. Tutto rallenta, riscopriamo però lo scorrere del tempo, facciamo attenzione alle giornate, ci accorgiamo di piccole cose sempre ignorate, affiorano ricordi persi nel mare dell’oblio. Sentiamo in modo più forte i nostri legami affettuosi e quando l’animo si rivolge alle persone amate sentiamo il nostro cuore che si apre. Forse cade quella stupida e tenace maschera che portiamo. Quella maschera che alla fine tanto ci pesa e che molte volte è portatrice d’incomprensione, dolore e sofferenza. Forse questa pandemia potrà seminare anche qualcosa di buono. Lo spero tanto e lo auguro a tutta l’umanità.

Christmas is coming

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Non so se avete visto l’ultima pubblicità della Wind e di Fiorello che dice che oggi la gente a Natale vuole solo i regali.

Che tristezza ragazzi! Specchio della nostra società nega l’esistenza stessa dell’amore per farne solo un evento commerciale volto a soddisfare i nostri desideri più futili.

Qualcuno sa che siamo entrati nel Avvento per prepararci al grande dono di amore divino? Ringraziamo per il miracolo quotidiano? Proviamo a riempire il nostro cuore di amore, affetto per tutti?

Cerchiamo il profumo del bene in piccole cose, anche nei regali perché no, ma fatti con amore, per donare un po’ di noi e di gioia a tutti i cari e non. Riuniamo le famiglie per festeggiare insieme e per non far sentire nessuno solo, ma amato.

Vi voglio bene. Buon tutto

 

 

Wake Up

Sono le 5,26!!! Cos’è questo rumore per le scale? La porta della mia camera è sempre aperta per dar modo al cane di poter girare libero per la casa, ma questo fa sì che anche piccoli rumori mi sveglino.

Vado a vedere e trovo…una rondine. Ma come è  entrata? È tutto chiuso ad eccezione di un pochino della finestra basculante delle scale e che ad ogni modo davanti ha sbarre di ferro. Eppure è entrata…per farvi capire meglio

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Ora vorrà  uscire. Quasi in coma scendo e apro la porta del giardino. Peggio! Ne entra subito un’altra. Non hanno nessuna voglia di uscire, svolazzano e si fermano sulle piante a chiacchierare. ‘Fate come vi pare, io torno a letto!’

Tutta la mattina continuano ad andare e venire a piacimento. Poi silenzio, finalmente. Sì fa sera, chiudo tutto e mi accingo ad andare in camera quando mi accorgo che ci sono due rondini. A quest’ora?! Apro tutto quello che posso aprire, chiacchiero con loro (sì fa per dire), ma nulla, non vogliono uscire. Peggio per voi ora vado a dormire. Come fate a rimanere tutta la notte attaccate a quel bordino sul muro…in garage avete dei comodi nidi. Oppure siete single? Siete due maschi che la notte si danno alla pazza gioia ed amano le novità? Buona notte.

Ore 6,37. Di nuovo il rumore per le scale. Sempre in coma scendo e apro la porta. Non dico nulla, non protesto nemmeno, ho troppo sonno e fra mezz’ ora mi devo alzare. Anche oggi mi toccherà pulire le scale! Com’è finita? … guardate

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Sono una coppia, lo so perché involontariamente le ho beccate…

Al calar del sole entrano e si posizionano sul cactus per dormire. In effetti in garage tutti i nidi sono pieni e, sempre secondo me, non si fidano del giovane architetto che quest’anno si sono portate. Voleva costruire un nido su un filo sospeso! All’inizio sembrava una grande idea, ma al terzo giorno dei lavori è crollato tutto!

Ora questa coppia dorme in casa…e non posso fare nulla perché ho anche provato a cacciarle, ma loro rimangono lassù imperterrite. Mi sono dovuta adeguare io, in compenso ora non mi svegliano prima delle sette e non sporcano, per cui sono felice di ospitarle!

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