S. PASQUA

“Vorrei tanto che questo augurio pasquale fosse il meno generico possibile….Ricorrero’ allora alla suggestione  del macigno, che la mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro rimosso dal sepolcro.

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Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima, che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo, che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione  con l’altro. È  il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione, del peccato…Pasqua allora sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera dei rapporti nuovi……”

(Don Tonino Bello)

Auguri!

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Me l’ha passata un amico…

e ho scelto di dedicarla a voi per Pasqua

Nel pancione di una mamma c’erano due  bambini. 
Uno chiese all’altro: “Ma tu ci credi in una vita dopo il parto?” 
L’altro rispose: “Certo! Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi”. “Sciocchezze” disse  il  primo “non c’è vita dopo il parto! Che tipo di vita sarebbe quella?” 
Il  secondo riprese: “Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri  sensi che non possiamo capire ora”.
Il primo replicò: “Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone  ombelicale è tutto quello di cui abbiamo bisogno…e poi è troppo corto. La vita dopo il parto è fuori questione”.
Il  secondo continuò ad insistere: “Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo”.
Il primo  contestò: “Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il  parto è la fine della  vita e nel post-parto non c’è nient’altro che oscurità,  silenzio e oblio. Il parto non ci porterà da nessuna parte”.
“Beh, io non so” disse il secondo “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”. 
Il primo rispose:  “Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo si che è ridicolo. Se la mamma c’è, allora, dov’è  ora?” 
Il  secondo riprese:  “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere”. 
Riprese il primo: “Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste”.
Al che il secondo rispose: “A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù”.

_Questo è il modo in cui uno scrittore ungherese ha spiegato l’esistenza di Dio_

BUONA E SERENA PASQUA A TUTTI !

Bocche di leone conCalabrone
Buona Pasqua

Torta stortignaccola!

Ciao ragazzi, come avete passato la Pasqua? questa è la foto della torta che ho fatto per festeggiareTorta Pasqua 2016,jpg ed invero era proprio stortignaccola o, come qualcuno ha suggerito, sembrava la Torre di Pisa, ma era la prima volta che mi cimentavo in una torta a tre piani! l’importante è che era buonissima :-), ma soprattutto importante è l’impegno e l’amore che ci ho messo nel realizzarla perché fosse per tutti noi una Santa Pasqua speciale, piena di serenità e gioia.

Devo dire che, non so se è stata complice la panna o la crema, sicuramente il Signore che ci ha donato una giornata splendida e così il tempo è passato veramente pieno di armonia, di spensieratezza. Abbiamo riso, scherzato, giocato, super mangiato, tutti insieme come ormai non capita quasi più! Come se per un po’ ci trovassimo in campo neutro, al di fuori di qualsiasi rancore, lontani dal lavoro, amici, amanti…senza smartphone, tablet…, si potrebbe dire “come ai vecchi tempi”, ma senza nostalgia, solo la constatazione di quanto oggi diventi difficile stare solo e semplicemente insieme alle persone care rilassandosi nel conforto dell’affetto. Con la speranza che anche tutti voi abbiate passato una Pasqua simile aspetto di sapere da voi come è andata!

Israele

Mare di Tiberiade

Monte della beatitudine

Sorge il sole, una linea rosa comincia ad avanzare all’orizzonte, piano piano sale e si intravedono le montagne. Lo specchio d’acqua prima immoto, si increspa. Alberi, prati e mucche. Si sente ogni tanto il muggito, le vedi placide e affamate. Brucano tranquille in silenzio mentre stormi di uccelli iniziano a giocare nell’aria. In lontananza l’upupa. Poi vari cinguettii sempre più frequenti, suoni diversi che rompono il silenzio, ma non la quiete. Arriva il suono del vento, sordo, di sottofondo.

Tranquillità e pace ti avvolgono.

Mare di Tiberiade1

Ma è una pace diversa, profonda, millenaria che sembra allargarsi dentro di te e a poco a poco ti pervade tutta. Ti senti leggera, pronta a spiccare il volo e, nello stesso tempo, pesantissima come se le tue gambe sprofondassero nel terreno non più in grado di sostenerti. Non posso spiegare meglio, so solo che non vorrei mai più muovermi da qui.

Auguri a tutti per una Pasqua serena e gioiosa