” Il mondo non è imperfetto, o impegnato in una lunga via verso la perfezione: no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta già in sé la grazia, tutti i bambini portano già in sé la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna. Non è concesso all’uomo di scorgere a che punto sia il suo simile della propria strada …La meditazione profonda consente la possibilità di abolire il tempo, di vedere in contemporaneità tutto ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà, e allora tutto è bene, tutto è perfetto… Per questo a me par buono tutto ciò che esiste, la vita come la morte, il peccato come la santità, l’intelligenza come la stoltezza, tutto deve essere così, tutto richiede solamente il mio accordo, la mia buona volontà, la mia amorosa comprensione, e così per me tutto è bene, nulla mi può far male. Ho appreso, nell’anima e nel corpo, che avevo molto bisogno del peccato, avevo bisogno della voluttà, dell’ambizione, della vanità, e avevo bisogno della più ignominiosa disperazione, per imparare la rinuncia a resistere, per imparare adamare il mondo, per smettere di confrontarlo con un certo mondo immaginato, desiderato da me, con una specie di perfezione da me escogitata, ma per lasciarlo, invece, così com’è, e amarlo e appartenergli con gioia.”
Sorge il sole, una linea rosa comincia ad avanzare all’orizzonte, piano piano sale e si intravedono le montagne. Lo specchio d’acqua prima immoto, si increspa. Alberi, prati e mucche. Si sente ogni tanto il muggito, le vedi placide e affamate. Brucano tranquille in silenzio mentre stormi di uccelli iniziano a giocare nell’aria. In lontananza l’upupa. Poi vari cinguettii sempre più frequenti, suoni diversi che rompono il silenzio, ma non la quiete. Arriva il suono del vento, sordo, di sottofondo.
Tranquillità e pace ti avvolgono.
Ma è una pace diversa, profonda, millenaria che sembra allargarsi dentro di te e a poco a poco ti pervade tutta. Ti senti leggera, pronta a spiccare il volo e, nello stesso tempo, pesantissima come se le tue gambe sprofondassero nel terreno non più in grado di sostenerti. Non posso spiegare meglio, so solo che non vorrei mai più muovermi da qui.
Ragazzi domani è il mio compleanno! Ce la fate a sommergermi di auguri?… Ho bisogno di allegria, di gioia e aria di festa per riuscire a vincere quest’atmosfera di pericolo e di paura, di incertezza per domani. Penso che un sano ottimismo possa aiutare, il problema è che ogni anno che passa ne occorre un po’ di più. Carichiamoci a vicenda! AUGURI A TUTTI