Grazie Signore

Grazie  Signore di averci donato la  capacità di far vibrare la nostra anima 
 e il nostro  cuore con la musica, la poesia, l'arte. L'emozione  di poter 
raggiungere altezze irraggiungibili.
Grazie di averci donato la capacità di volare
 per poterci sentire liberi come gli uccelli.
Grazie di averci donato l'ebbrezza della velocità 
che ci inebria di gioia.
Grazie di averci donato la  sensibilità di ascoltare sulla pelle del viso il vento
 e sentire dentro le parole lontane che ci porta.
Grazie della capacità  di commuoverci per un abbraccio,  di soffrire per un 
dolore  e di saper condividere tutto questo con fratelli lontani che non 
conosciamo, ma che fanno parte di noi.
Grazie per averci donato l'accettazione, così difficile da raggiungere,
 ma che dona una pace profonda.
È la gioia! Ciò che illumina tutto.
Ancora grazie per tutte le meraviglie del mondo che suscitano in noi stupore, 
meraviglia e candore facendoci tornare bambini.
Grazie dei sentimenti e scusaci se ancora non abbiamo imparato a gestirli.
Ricolma di gratitudine, auguro a tutti
 Buon Anno.

Come zattera in balia della tempesta

In questo periodo di pandemia, si percepisce qualcosa di

ovattato, come una sorta di sottile, ma profondo mormorio. È qualcosa che gira e respira nell’aria e che pesa sul nostro animo. Come un soffice cappotto ci avvolge e soffoca con leggerezza i nostri pensieri. La fantasia non può più volare in alto, la nostra mente non pratica più quei voli pindarici che ci portano da un pensiero ad un altro spesso così lontani fra loro. Tutto rallenta, riscopriamo però lo scorrere del tempo, facciamo attenzione alle giornate, ci accorgiamo di piccole cose sempre ignorate, affiorano ricordi persi nel mare dell’oblio. Sentiamo in modo più forte i nostri legami affettivi e quando l’animo si rivolge alle persone amate sentiamo il nostro cuore che si apre. Forse cade quella stupida e tenace maschera che portiamo. Quella maschera che alla fine tanto ci pesa e che molte volte è portatrice d’incomprensione, dolore e sofferenza. Forse questa pandemia potrà seminare anche qualcosa di buono. Lo spero tanto e lo auguro a tutta l’umanità.

Wake Up

Sono le 5,26!!! Cos’è questo rumore per le scale? La porta della mia camera è sempre aperta per dar modo al cane di poter girare libero per la casa, ma questo fa sì che anche piccoli rumori mi sveglino.

Vado a vedere e trovo…una rondine. Ma come è  entrata? È tutto chiuso ad eccezione di un pochino della finestra basculante delle scale e che ad ogni modo davanti ha sbarre di ferro. Eppure è entrata…per farvi capire meglio

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Ora vorrà  uscire. Quasi in coma scendo e apro la porta del giardino. Peggio! Ne entra subito un’altra. Non hanno nessuna voglia di uscire, svolazzano e si fermano sulle piante a chiacchierare. ‘Fate come vi pare, io torno a letto!’

Tutta la mattina continuano ad andare e venire a piacimento. Poi silenzio, finalmente. Sì fa sera, chiudo tutto e mi accingo ad andare in camera quando mi accorgo che ci sono due rondini. A quest’ora?! Apro tutto quello che posso aprire, chiacchiero con loro (sì fa per dire), ma nulla, non vogliono uscire. Peggio per voi ora vado a dormire. Come fate a rimanere tutta la notte attaccate a quel bordino sul muro…in garage avete dei comodi nidi. Oppure siete single? Siete due maschi che la notte si danno alla pazza gioia ed amano le novità? Buona notte.

Ore 6,37. Di nuovo il rumore per le scale. Sempre in coma scendo e apro la porta. Non dico nulla, non protesto nemmeno, ho troppo sonno e fra mezz’ ora mi devo alzare. Anche oggi mi toccherà pulire le scale! Com’è finita? … guardate

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Sono una coppia, lo so perché involontariamente le ho beccate…

Al calar del sole entrano e si posizionano sul cactus per dormire. In effetti in garage tutti i nidi sono pieni e, sempre secondo me, non si fidano del giovane architetto che quest’anno si sono portate. Voleva costruire un nido su un filo sospeso! All’inizio sembrava una grande idea, ma al terzo giorno dei lavori è crollato tutto!

Ora questa coppia dorme in casa…e non posso fare nulla perché ho anche provato a cacciarle, ma loro rimangono lassù imperterrite. Mi sono dovuta adeguare io, in compenso ora non mi svegliano prima delle sette e non sporcano, per cui sono felice di ospitarle!

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Concetti di Luce

Per chi è a Roma ed è interessato.

Mostra di Claudio Spada, mercoledì 21 marzo, ore 18, fino al 1 aprile alla galleria Vittoria via Margutta 103.

Città sul pino tec.mista su tela 130x100 2018-1

Città sul Pino.

L’artista usa la luce come suo strumento per scoprire, indagare, scandagliare la realtà. Questo lo porta a guardare oltre la materia e, seguendo le vibrazioni dei suoi colori smaglianti, scorge il passato e il futuro. Se osserviamo attentamente una sua opera di questa ultima mostra, ci ritroveremo persi in mille pensieri e suggestioni. Una città con tutta la sua umanità rifugiatasi su di un albero, come rimpiccioliti, per stare più vicini, in contatto fra di noi, con i nostri trascorsi e i nostri sogni. Le pennellate bianche portano il sole, mentre il blu indaco ci sorregge. Un’umanità così variopinta, così come noi siamo, che quasi vuole uscire dalla tela spingendo verso l’alto.

Verso la vera luce

Ponte sulla città olio su tela 2017

Ponte sulla città

 

 

 

Il Mondo

“Il mio mondo è esattamente come il tuo. Io vedo, ascolto, sento, penso, parlo e agisco in un mondo che percepisco, proprio come te. Ma per te è tutto, e per me quasi niente. Siccome so che il mondo è parte di me, non gli presto più attenzione di quanta tu ne di al cibo che hai mangiato. Mentre lo prepari e quando lo mastichi è separato da te, e ce l’hai in mente; ma quando l’hai ingoiato, non ci pensi più. Io ho ingoiato il mondo e non ho più bisogno di pensarci.”

Tratto da “Io Sono Quello” – Sri Nisargadatta Maharaj

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Lumachina sopravvissuta alla neve!